
— Non certo addosso a me — ribatté irritata Arha. — Io non li avrei guardati. Sono incantatori abominevoli e maledetti. Come osano navigare tanto vicino alla Terra Sacra?
— Oh, ecco, immagino che un giorno o l’altro il re-dio li sconfiggerà e li ridurrà tutti in schiavitù. Ma vorrei tanto poter rivedere il mare. C’erano i piccoli polpi nelle pozze d’acqua lasciate dalla marea, e se tu gridavi «Bu!» diventavano tutti bianchi… Ecco che viene a cercarti il vecchio Manan.
Il guardiano e servitore di Arha stava avanzando lentamente lungo il lato interno del muro. Si chinava a strappare una cipolla selvatica, la metteva insieme alle altre del grosso mazzo che teneva in mano, poi si raddrizzava e si guardava intorno con gli occhietti bruni. Col passare degli anni era diventato più grasso, e la glabra pelle giallastra luccicava al sole.
— Lasciati scivolare un po’ dalla parte degli uomini — sibilò Arha, e le due ragazzine guizzarono agili come lucertole sull’altro lato del muro restando aggrappate appena al di sotto della sommità, invisibili dall’interno. Udirono avvicinarsi i lenti passi di Manan.
