
— Devo trovarlo, tenerlo sotto controllo, e riferire a lei. Non devo in nessun caso cercare di fermarlo, farmi vedere e men che meno parlargli.
— Esatto, — disse Sua Eccellenza. — Ora viene il seguito.
Infilò la mano nel cassetto laterale della scrivania, laddove un qualsiasi addetto ai lavori tiene la cristalloteca informativa, e ne tirò fuori un oggetto enorme, il cui nome all’inizio mi venne in mente in lingua honti: zakkurapi, che tradotto esattamente significa “contenitore di documenti”. E solo quando posò questo contenitore davanti a sé sul tavolo e vi poggiò sopra le dita lunghe e nodose, mi venne in mente:
— Cartella!
— Non ti distrarre, — disse severo Sua Eccellenza. — Ascoltami bene. Nessuno della Commissione sa che mi interesso a quest’uomo. E non deve saperlo in nessun caso. Di conseguenza, lavorerai solo. Niente aiutanti. Tutto il tuo gruppo lo passerai a Clavdij, e farai rapporto a me e soltanto a me. Senza eccezioni.
Devo confessare che rimasi molto colpito. Una cosa del genere non era mai successa. Sulla Terra non mi ero mai imbattuto in un tale livello di segretezza. E, per esser sinceri, non potevo nemmeno immaginare che fosse possibile. Per questo mi permisi una domanda piuttosto sciocca:
— Cosa vuol dire «senza eccezioni»?
— «Senza eccezioni» in questo caso vuol dire semplicemente «senza eccezioni». Ci sono ancora alcune persone al corrente della faccenda, ma, visto che non le incontrerai mai, praticamente è come se solo noi due ne fossimo al corrente. Ovviamente, nel corso delle ricerche, dovrai parlare con molta gente. Ogni volta dovrai raccontare qualche storiella. Vedi di inventartele da solo. Solo a me non dovrai dire storielle.
— Sì, Eccellenza, — risposi mite.
— Andiamo avanti, — continuò. — È chiaro che dovrai stabilire un contatto con lui. Tutto quello che sappiamo si trova qui, — batté il dito sulla cartella. — Non è molto, ma è sufficiente per cominciare. Prendi.
