
Mi meravigliai sinceramente. Risultava che Lev Abalkin non fosse tipo da vantarsi dei suoi successi con il suo insegnante! Sapete, bisogna essere proprio un tipo chiuso e poco socievole per non farsi bello dei propri successi davanti al proprio insegnante.
Spiegai con prontezza che i Testoni sono una razza cinoidale dotata di ragione, che si è creata sul pianeta Sarakš come risultato di mutazioni radiali.
— Cinoidi? Cani?
— Sì. Una razza di cani raziocinanti. Hanno teste enormi, per questo si chiamano Testoni.
— Dunque, Lev si occupa di una razza di cani… Ce l’ha fatta…
Obiettai che non sapevo affatto di che cosa si stesse attualmente occupando Lev, ma che venti anni fa si occupava dei Testoni, e con grande successo.
— Ha sempre amato gli animali, — disse Sergej Pavlovič. — Sono sempre stato convinto che avrebbe dovuto diventare zoopsicologo. Quando la Commissione per la ripartizione negli studi lo assegnò alla scuola dei Progressori, io protestai come potei, ma non mi stettero a sentire… Comunque, tutto sarebbe stato più difficile, forse, se non avessi protestato…
Tacque e mi versò un bicchiere di latte. Era un uomo molto, molto chiuso. Niente esclamazioni, niente «Lev! Come no! Era proprio un ragazzo in gamba!». Ovviamente, può essere benissimo che Lev non fosse affatto un ragazzo in gamba…
— Allora, cosa vorrebbe sapere da me in concreto? — chiese Sergej Pavlovič.
