
— Tutto! — risposi in fretta. — Che tipo era, cosa gli piaceva, di chi era amico, in che cosa andava bene a scuola, tutto quello che lei ricorda.
— Bene, — disse Sergej Pavlovič senza il minimo entusiasmo. — Proverò.
Lev Abalkin era un ragazzo chiuso, fin da quando era bambino. Questa era la prima cosa di lui che balzava agli occhi. Però questa sua riservatezza non era la conseguenza di un senso di inferiorità, della consapevolezza della propria debolezza o di insicurezza in se stesso. Era invece la riservatezza della persona sempre occupata. Come se non volesse perder tempo con i suoi simili, come se fosse costantemente e profondamente occupato dal suo mondo. Questo mondo pareva fosse costituito solo da lui, e da tutto ciò che era vivo, ad eccezione però degli uomini. Si tratta di un fenomeno non molto raro fra i ragazzini, con la differenza che lui era veramente geniale in questo, e inoltre c’era anche un’altra stranezza: nonostante tutta la sua riservatezza, si esibiva volentieri, addirittura con piacere, in ogni genere di gare e nel teatro della scuola. Particolarmente nel teatro. Però sempre in monologhi. Rifiutava categoricamente di prender parte a commedie. Di solito declamava, addirittura cantava, ispirato, con un luccichio negli occhi insolito per lui, come se sbocciasse sulla scena, ma poi, appena sceso in platea, ritornava di nuovo quello di prima, evasivo, taciturno, inaccessibile. Ed era così non solo con i suoi insegnanti ma anche con i compagni, e non se ne riuscì a capire mai il motivo. Si può solo supporre che il suo talento nello stabilire un rapporto con la natura viva superasse talmente tutti gli altri moti del suo animo che i ragazzi che lo circondavano, e in genere tutti gli umani, erano per lui semplicemente poco interessanti. Nella fattispecie è chiaro che tutto era molto più complesso. Tutta questa riservatezza, questo immergersi nel proprio mondo non erano altro che il risultato di migliaia di microavvenimenti, che erano rimasti fuori del campo visivo dell’insegnante, il quale insegnante ricordava questa scena: dopo un acquazzone Lev era andato per i sentieri del parco in cerca di vermi da ributtare nell’erba.
