Fothergill depose delicatamente sulla scrivania del ministro un grande foglio, ordinatamente riempito a macchina.

«Non del tutto, signore,» mormorò, «come potrà dedurre da questo compendio della situazione. Si tratta soltanto di poche notizie preliminari, naturalmente, tutte quelle che ho potuto collezionare nei» — dette un’occhiata al proprio orologio da polso, sottile come un’ostia — «settantacinque minuti che sono trascorsi da quando ho dato inizio all’inchiesta.»

«Per l’amor di Dio,» scoppiò il ministro, «la pianti con questo gergo disgustoso. Quello che intende dirmi è che ha seccato tutti quanti per trovare qualcosa da mettere giù. Sono sicuro che avrà tirato giù dal letto l’intera baracca.»

Il ministro scorse rapidamente tutto il rapporto. «Bene bene,» disse, accennando con il capo; «per quanto può andare avanti. Il che, in realtà, vuol dire: male male. Non che sia colpa sua, Brian,» aggiunse in fretta. «Mi devo invece congratulare per l’energia con la quale ha superato ogni ostacolo. Ci sono fatti di un certo interesse.»

Rilesse il rapporto.

«Il calcolatore è andato. La ragazza è andata. Le equazioni di Andromeda, registrate per mesi al radiotelescopio di Bouldershaw Fell, sono andate. Qualcuno a nome Fleming, che io ricordo come un tipo venuto su dal nulla, poco pulito e dotato di un’alta opinione di sé, è andato anche lui. Quando lo incontrai, ebbi l’impressione che bevesse troppo. Il che probabilmente significa che andava pure a donne. Ho il sospetto che sotto questo disastro si nasconda il solito grossolano fatto sessuale. Comunque, questo è un affare che riguarda il controspionaggio ed i suoi confratelli di Scotland Yard. Lo devono trovare loro. Più interessante mi sembra questa nota sul nostro collega Osborne, che ha visitato ieri sera Thorness.»



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