
Il ministro alzò gli occhi e dette una vaga occhiata a Fothergill. «Dov’è Osborne? Suppongo che sia sparito anche lui.»
Fothergill si permise un attimo di esitazione, prima di rispondere: «No, signore, l’ho rintracciato. Ha preso il treno-letto che è arrivato a Euston un’ora fa. Mi sono preso la libertà di richiedere la sua presenza immediata qui, a suo nome.»
«Molto bene. E io lo infilerò nella faccenda fino al collo. Questi funzionari di stato con posti inamovibili non si ritengono responsabili verso nessuno.» Il ministro si schiarì la gola. Si era reso conto di stare infrangendo una convenzione nel criticare apertamente, davanti a un inferiore, il sottosegretario permanente del Dipartimento.
«Per il momento è tutto, Fothergill. Faccia entrare Osborne appena arriva. E non mi faccia fare tardi a quella riunione delle undici. Avrò bisogno di lei alle dieci e mezzo per il mio memorandum.»
Fothergill scomparve senza rumore.
Il ministro ebbe il tempo di accertare qualche altro fatto, prima che Osborne fosse annunciato. Come persona avente una certa anzianità nel servizio civile, il sottosegretario era stato autorizzato, e perfino incoraggiato, a tenersi in contatto personale con il progetto Thorness. Ma perché questa visita, proprio il giorno prima? E perché, come mostrava il registro di entrata del posto di guardia di Thorness, egli vi aveva introdotto un altro visitatore, senza segnarne il nome?
Il solo pensiero di uno scandalo di spionaggio che potesse colpire direttamente il ministro della Scienza stesso, portò il suo furore al massimo grado, proprio nel momento in cui Osborne entrava, immediatamente dopo aver bussato.
Il ministro lo guardò fremente. «Chi è quel tipo che hai portato a Thorness con te?» domandò senza preamboli.
