Fleming continuò a fissare il mare. «Ho perso ogni contatto con lei, mentre cercavo un riparo. Si è mossa e si è persa. Ci sono le impronte: finiscono all’entrata di una caverna. All’interno c’è una pozza d’acqua profonda.»

«Sì… si è uccisa?» domandò Pennington confuso.

Fleming si volse verso di lui. «L’hanno uccisa. Tutta quella maledetta baracca che prima l’ha usata.» Si calmò un poco. «Era ferita, gravemente ferita. Se è caduta in quello stagno non può aver avuto nessuna possibilità di salvarsi. Le sue mani… le sue mani erano…»

«Ci immergeremo in quell’acqua, la dragheremo,» disse Pennington.

Fleming gli lanciò uno sguardo in qualche modo compassionevole. «Certo che lo farà,» disse, «i suoi capi reclameranno la loro parte di carne; annegata, se non possono averla viva.»

Pennington chiamò un marine. «Riporti il professor Fleming a terra. Lo consegni al maggiore Quadring. Riferisca al maggiore che noi restiamo qui per poter continuare le ricerche sull’isola.»


La linea diretta tra Thorness e il Ministero della Scienza, a Whitehall, era sempre rimasta occupata, da quando la notizia del disastro accaduto al calcolatore era stata trasmessa all’ufficiale di turno, subito dopo mezzanotte.

Il ministro stesso era arrivato in ufficio ad un’ora incredibile: le nove di mattina. Era entrato da una porta laterale, per scongiurare l’eventualità che qualche zelante reporter pensasse ad una crisi di governo. Con notevole irritazione, aveva trovato il suo segretario privato e personale, Brian Fothergill, già sul posto, con il suo solito aspetto calmo ed elegante.

«Buon giorno, signor ministro,» aveva detto affabilmente, «una mattina orribile, le strade sono completamente coperte di ghiaccio.»

«Al diavolo le strade ghiacciate,» lo rimbeccò petulante il ministro; «quello che voglio è qualche informazione su questo affare di Thorness. La Difesa mi ha svegliato alle cinque. Ho aspettato un’ora per non disturbare il Primo ministro. L’ha presa male, molto male. Sta cercando di combinare una riunione di Gabinetto per le undici. Dobbiamo fargli trovare del materiale utile, Fothergill; se non addirittura una soluzione. Scommetto che siamo ancora in una nebbia più fitta di quella che copre quel maledetto posto delle Highlands.»



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