
La Dawnay notò di nuovo che la sua voce si rompeva. «Credevo che tu non avessi dubbi sul fatto che André non era umana,» osservò.
«Abbastanza umana da affogare.»
«È sicuro che cadde nell’acqua?» domandò sospettosamente Geers.
«Certo che ne sono sicuro,» scoppiò Fleming. «Quadring le ha detto che hanno trovato le bende cadute dalle sue mani, no? Oppure è questo il punto che ha dimenticato di riferire nel suo piccolo, prezioso rapporto? O forse gli allegri marines sono così stupidi che non hanno pensato valesse la pena di raccoglierle?»
Geers studiò Fleming in silenzio, prendendo tempo, in modo da essere certo di notare qualsiasi reazione. «Ho delle novità per lei, Fleming; se si tratta di novità, nel suo caso. Si sono calati in quello stagno e lo hanno dragato; non c’è nessun corpo dentro.»
Non poteva esservi dubbio che Fleming fosse sorpreso. «Ma deve esserci!» gridò. «Ho seguito le sue tracce fino a quella parte della grotta. Non lo hanno dragato come si deve. Non ci sono altre uscite, io ho cercato dovunque.»
«Così dice Quadring,» mormorò Geers; la sua disinvoltura se n’era andata. Aveva sperato di provocare una confessione da parte di Fleming. Ma Fleming era evidentemente confuso.
«La ragazza non può andarsene dall’isola e, dato che la sorveglianza è stata costante fino dall’alba, deve ancora essere in qualche parte delle grotte. Andrò a vedere io stesso; è l’unico modo di ottenere che una cosa sia fatta, in questa dannata situazione.»
«La guiderò io,» disse fermamente Fleming.
«No, questo non va bene,» ribatté Geers, «lei è in arresto.»
«Solamente per suo ordine.»
«Lo lasci venire,» intervenne la Dawnay; «lui conosce il posto. E desidera ritrovare André ancora più di lei.»
