«Chi è?»

«La bambina dei vagabondi.»

Goha era andata a chiudere la porta di casa; poi le due donne si erano avviate lungo la strada, e Lodola aveva raccontato quel che era successo. Era senza fiato e sudata. Sulle guance e sulla fronte aveva ancora i semi dell’erba alta che cresceva ai lati della strada; mentre parlava, si passava meccanicamente la mano sulla faccia, per ripulirsi. «Erano accampati da un mese nel prato vicino al fiume. Un uomo, che diceva di fare il calderaio, ma che invece era un ladro, e con lui c’era una donna. Poi un altro uomo, più giovane, che per la maggior parte del tempo stava con loro. Nessuno di loro lavorava. Rubacchiavano, mendicavano e sfruttavano la donna. I giovanotti delle case sul fiume portavano loro da mangiare, per stare con lei. Sai come vanno le cose ormai, con gente come quella. E per strada se ne incontra tanta, che tiene d’occhio le case isolate. Se fossi in te, metterei il catenaccio. Comunque, uno dei tre, il più giovane, arriva al villaggio, mi vede sulla porta e mi dice: ‘La bambina non sta bene’. Io mi ero accorta a mala pena che ci fosse con loro una bambina, uno scricciolo di piccolina che correva subito a nascondersi, e non eri mai sicura di averla vista davvero. Perciò gli ho chiesto: ‘Non sta bene? Ha la febbre?’ E lui mi ha risposto: ‘Si è fatta male, mentre accendeva il fuoco’, e poi, mentre prendevo le mie cose per accompagnarlo, se n’è andato. Sparito. Quando sono arrivata al fiume, anche gli altri due erano scomparsi. Non c’era più nessuno. Spariti anche tutti i loro stracci e le loro cose. C’era solo il fuoco, che fumava ancora, e vicino… anzi, dentro… c’era…»

Lodola era rimasta in silenzio per la durata di alcuni passi, con lo sguardo fisso dinanzi a sé, ignorando Goha.

«Non le hanno nemmeno buttato sopra una coperta», aveva aggiunto.

Aveva accelerato il passo.

«L’hanno spinta nel fuoco ancora vivo», aveva detto. Aveva deglutito a vuoto, e si era passata la mano sulla faccia per togliere gli ultimi semi. Era rossa in volto. «Può darsi che ci sia caduta, ma, se avesse avuto i suoi cinque sensi, avrebbe cercato di salvarsi. Secondo me, l’hanno picchiata sino a farla svenire, e l’hanno creduta morta. A quel punto hanno cercato di nascondere ciò che avevano fatto, e allora…»



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