
Sarebbe assai curioso e interessante, a questo proposito, prendere in considerazione anche due altri romanzi verniani che, pur non avendo nulla a che fare con la già citata «trilogia del mare», sono in diretto contatto con il fecondo filone dei Robinson. Ricordiamo prima di tutto La scuola dei Robinson (1882) dove sull’avventura prevale insolitamente lo spirito umoristico e grottesco di Verne; ma in modo del tutto particolare ricordiamo Seconda patria (1900), l’ideale continuazione de Il Robinson svizzero di Johann David Wyss, passato alla storia anche per il film che «prendendosi non poche libertà» ne trasse quel mago dei cartoni animati che fu Walt Disney, Robinson nell’isola dei corsari.
Senza dubbio L’isola misteriosa costituisce di per sé un modello unico, del tutto autonomo, superiore ad ogni esempio precedente; tuttavia, pur nella sua singolare bellezza, appartiene anch’essa alla «famiglia» dei Robinson, alla famiglia di quegli avventurosi pionieri che dalla solitudine hanno tratto vigore e speranza per un mondo nuovo.
JULES VERNE nacque a Nantes, l’8 febbraio 1828. A undici anni, tentato dallo spirito d’avventura, cercò di imbarcarsi clandestinamente sulla nave La Coralie, ma fu scoperto per tempo e ricondotto dal padre. A vent’anni si trasferì a Parigi per studiare legge, e nella capitale entrò in contatto con il miglior mondo intellettuale dell’epoca. Frequentò soprattutto la casa di Dumas padre, dal quale venne incoraggiato nei suoi primi tentativi letterari. Intraprese dapprima la carriera teatrale, scrivendo commedie e libretti d’opera; ma lo scarso successo lo costrinse nel 1856 a cercare un’occupazione più redditizia presso un agente di cambio a Parigi. Un anno dopo sposava Honorine Morel. Nel frattempo entrava in contatto con l’editore Hetzel di Parigi e, nel 1863, pubblicava il romanzo Cinque settimane in pallone.
