
Dissi: — Un cane modificato geneticamente, con un briciolo di coscienza di sé, che ha paura di un fiore? Non ti pare un po’ crudele?
— È tenuto a essere una bestiolina ultra-viziata. A dire il vero Katous è un prototipo beta, testato per il mercato estero. Disponibile secondo l’Atto di esenzione speciale per la ripresa economica, Sezione 14-C. Animali domestici non agricoli per l’esportazione.
— Pensavo che il presidente non avesse firmato l’Atto di esenzione speciale. — Il Congresso vi aveva dibattuto per settimane. Crisi economica, bilancio commerciale sfavorevole, rigidi controlli dell’ECGS, minaccia alla vita per come la conosciamo. Il solito.
— Lo firmerà la prossima settimana — disse Stephanie. Mi chiesi quale dei suoi amanti avesse influenza al Campidoglio. — Non possiamo permetterci di non farlo. La lobby delle modificazioni genetiche diventa ogni mese più potente. Pensa a tutte quelle ricche e vecchie signore cinesi, europee e sudafricane che smanierebbero per avere un costosissimo cagnolino grazioso in modo nauseante, dipendente, senziente in modo poco minaccioso, di breve vita e privo di denti.
— Dalla vita breve? Niente denti? Le caratteristiche di razza dell’ECGS…
— Verranno derogate per gli animali da esportazione. Nel frattempo io sto soltanto effettuando un beta-test per un amico. Oh, ecco che arriva Hudson.
Il robot fluttuò attraverso la portafinestra con una caraffa ghiacciata di vodka non-ti-scordar-di-me. Katous sgattaiolò via, con le quattro orecchie tremanti. Nella fuga urtò un vaso di fiori i quali cercarono di arrotolarsi attorno a lui. Un lungo e flaccido petalo gli si posò delicatamente sopra gli occhi. Katous guaì e si divincolò, lo sguardo impazzito. Sfrecciò attraverso la terrazza.
