
Negli ultimi dieci anni ho lavorato nel campo della sicurezza, degli olo-video di intrattenimento, della politica per la contea, delle concessionarie per la manifattura di mobilia (più di una), della legge sui robot, del catering, dell’istruzione, della sincografia applicata, della sanità. Nulla di azzardato, nulla di perduto. Eppure David, che era venuto dopo Russel, dopo Anthony, dopo Paul, dopo Eugene, dopo Claude, non aveva mai definito "me" "mercuriale". Il che era certamente indicativo di qualche cosa.
Non avendo reagito alla stilettata di Stephanie lei la ripeté, sorridendo in modo premuroso. — "Tu sei" un Mulo, Diana. Svolgi un lavoro utile.
— Sto per farlo — risposi io.
Lei si versò un altro drink. — Ci sarà David a questa festa di Colin Kowalski?
— No. Sono certa di no. Si troverà però alla campagna per la raccolta di fondi che Sarah terrà sabato. Abbiamo entrambi accettato di andare alcune settimane fa.
— E tu ci andrai?
— Non penso.
— Capisco. Se però tu e David avete realmente chiuso…
— Vagli dietro, Stephanie. — Non la guardai in faccia. Da quando David se n’era andato avevo perduto tre chili e mezzo e tre amici.
