Diciamo che mi sono unita all’ECGS perché ero stata piantata in asso, che ero disgustata di Stephanie e di tutto quello che rappresentava, che ero stanca della mia vita in quel momento estremamente noioso, che ero semplicemente alla ricerca di un nuovo brivido. Diciamo che sono stata impulsiva.

— Sarò fuori città per qualche tempo — dissi.

— Oh? Dove andrai?

— Non sono ancora sicura. Dipende. — Lanciai un’ultima occhiata al costosissimo cagnolino, spiaccicato, ultimo ritrovato della tecnologia e dei valori americani.

Diciamo che sono stata una patriota.


La mattina dopo presi un volo per recarmi nell’ufficio di Colin Kowalski in un complesso governativo a ovest della città. Dal cielo, gli edifici e le ampie zone di atterraggio formavano un disegno geometrico, circondato da strisce informi di alberi carichi di fiori gialli brillanti. Immaginai che gli alberi fossero modificati geneticamente in modo da fiorire per tutto l’anno. Alberi e prati si interruppero bruscamente al perimetro della bolla formata dal campo di sicurezza a energia-Y. Al di fuori di quel cerchio incantato il terreno tornava ai cespugli, punteggiato da alcuni Vivi impegnati in una corsa di scooter.

Dalla mia aeromobile ero in grado di scorgere l’intero tracciato, una linea gialla rilucente di energia-Y larga quasi un metro e lunga circa otto "contorti chilometri. Uno scooter a base piatta sfrecciò dalla navetta di partenza, guidato da una figura con una tuta rossa che, alla sua velocità e alla mia altitudine, non era niente di più di una macchia confusa. Ero stata a qualche corsa di scooter. Il dispositivo gravitazionale era programmato in modo tale da restare esattamente quindici centimetri al di sopra della pista. Dei coni a energia-Y posti sotto al fondo ne determinavano la velocità: più forte era l’inclinazione rispetto al tracciato a energia, più veloce poteva andare lo scooter e più difficile diventava da controllare. Al pilota era permessa una sola maniglia, oltre a un pomolo attorno al quale poter agganciare un ginocchio. Doveva essere come cavalcare con la sella laterale a ottantacinque chilometri all’ora… non che alcuno dei Vivi avesse mai sentito parlare di selle laterali. I Vivi non leggevano libri di storia. Né altro.



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