Egli ribatté: — Perché non te lo ha detto Miranda?

L’espressione di Leisha si calmò. — Hai ragione. Avrebbe dovuto dirmelo Miranda e non lo ha fatto. Ci sono moltissime cose che non mi dice, vero, Drew?

Passò un lungo istante prima che Drew dicesse con un fil di voce: — Non è facile trovarsi fuori, tanto per cambiare, vero Leisha?

Lei rispose con altrettanta delicatezza: — Hai aspettato molto tempo per riuscire a dirmi una cosa simile, vero, Drew?

Egli distolse lo sguardo. Nell’angolo della immensa stanza qualcosa frusciò silenzioso: un topolino oppure un robot difettato.

Leisha disse: — Si trasferiranno in questa nuova isola? Tutti e ventisette i Super?

— Sì.

— Nessuno nella comunità scientifica è nemmeno al corrente del fatto che la nano-tecnologia abbia raggiunto queste capacità.

— Non lo ha fatto la nano-tecnologia di nessun altro.

Leisha disse: — Non mi lasceranno entrare su quell’isola, vero? Per niente?

Egli udì i complessi sottintesi nella voce di lei. La generazione di Insonni di Leisha, la prima generazione, non era in grado di nascondere i propri sentimenti. Al contrario la generazione di Miranda riusciva a nascondere ogni cosa.

— Vero — rispose Drew. — Non lo faranno.

— Proteggeranno l’isola con una qualche invenzione di Terry Mwakambe e tu sarai l’unico non-Super a cui sarà mai concesso di sapere quello che faranno lì.

Egli non rispose. Un tecnico infilò esitante la testa nell’arco della porta. — Dieci minuti, Signor Arlen, signore.

— Sì. Arrivo.

— Gran folla stasera, signore. Tutto strapieno.

— Sì. Grazie. — La testa del tecnico scomparve.

— Drew — disse Leisha, con voce incrinata. — Lei è per me una figlia quanto tu sei stato un figlio… Che cosa progetta di fare Miranda in quell’isola?



2 из 357