— Non lo so — disse Drew ed era allo stesso tempo una bugia e non, in modo che Leisha non avrebbe mai potuto comprendere. — Leisha devo essere sul palco fra nove minuti.

— Già — commentò stancamente Leisha. — Lo so. Tu sei il Sognatore Lucido.

Drew fissò ancora una volta la olo-immagine: l’amabile curva delle guance di lei, la pelle da Insonne priva di invecchiamento, il sospetto di lacrime negli occhi verdi. Era stata la persona più importante nel mondo di lui e nel più vasto mondo pubblico. Adesso, lei non lo sapeva ancora, era divenuta obsoleta.

— Già — disse lui. — Giusto. Io sono il Sognatore Lucido.

L’olo-palco si scurì ed egli tornò a truccarsi per lo spettacolo.

PARTE PRIMA

Luglio 2114

La preoccupazione per l’uomo stesso e il suo destino devono sempre costituire l’interesse primario di ogni sforzo tecnico, la preoccupazione per i grandi problemi irrisolti riguardanti l’organizzazione del lavoro e la distribuzione dei beni, così che le creazioni della nostra mente rappresentino per l’umanità una benedizione e non una maledizione.

Albert Einstein (Discorso al California Institute of Technology, 1931)

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Diana Covington — San Francisco

Per alcuni di noi, ovviamente, niente è abbastanza.

Questa frase può essere presa in due modi diversi, no? Non voglio dire con questo che è vero il contrario. Non è vero nemmeno per i Vivi, indipendentemente dalle loro patetiche pretese di una "aristocratica vita di ozio". Già. Non esiste uno solo di noi che non sappia che è così. Noi Muli siamo sempre stati in grado di riconoscere la ribollente insoddisfazione. La vediamo quotidianamente nello specchio.

"Il mio QI non è stato potenziato come quello di Paul."



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