«Per me?»

«STAI CERCANDO UN IMPIEGO?»

Una luce di speranza albeggiò in Morty. «Lei sta cercando un apprendista?» chiese.

Le orbite si voltarono verso di lui, con i loro puntini che balenavano.

«OVVIAMENTE.»

La Morte agitò una mano ossuta. Ci fu un’ondata di luce purpurea, una specie di "puff" visibile e Lezek si scongelò. Sopra la sua testa, gli automi del carillon proseguirono il loro lavoro di annunciare la mezzanotte, quando al Tempo venne permesso di tornare indietro.

Lezek strizzò gli occhi.

«Non ti ho visto qui per un momento» disse. «Mi dispiace… dovevo essere distratto.»

«STAVO OFFRENDO AL SUO RAGAZZO UN LAVORO» disse la Morte. «CONFIDO NEL FATTO CHE QUESTA COSA INCONTRI LA SUA APPROVAZIONE.»

«Quale ha detto che è il suo mestiere, scusi?» chiese Lezek parlando ad uno scheletro vestito di nero senza mostrare nemmeno un barlume di sorpresa.

«IO CONDUCO LE ANIME NELL’ALTRO MONDO» disse la Morte.

«Ah» disse Lezek «è chiaro, scusi, avrei dovuto immaginarlo dal vestito. Lavoro davvero necessario, molto sicuro. Ha un’impresa solida?»

«SÌ, SONO IN GIRO DA PARECCHIO TEMPO» rispose la Morte.

«Bene. Bene. Non avevo mai pensato che potesse essere un lavoro adatto per Morty, sa, ma è davvero molto buono, sempre molto affidabile. Come si chiama?»

«MORTE.»

«Papà…» incalzò Morty.

«Non mi sembra di conoscere questa ditta» disse Lezek. «Dove ha sede, precisamente?»

«DALLE PIÙ ESTREME PROFONDITÀ DEL MARE ALLE ALTITUDINI CHE NEMMENO L’AQUILA PUÒ RAGGIUNGERE» rispose la Morte.

«Mi sembra più che sufficiente» annuì Lezek. «Bene, io…»

«Papà…» disse Morty tirando il padre per la giubba.

La Morte appoggiò una mano sulla spalla di Morty.



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