
Essa veniva però offuscata dal bagliore che si innalzava verso le stelle proveniente dallo stesso Rim. Immense correnti di luce brillavano e scintillavano attraverso la notte. Grandi muraglie dorate circondavano il mondo.
«È bellissimo» disse Morty con un fil di voce. «Che cos’è?»
«IL SOLE SOTTO AL DISCO» rispose la Morte.
«È così ogni notte?»
«OGNI NOTTE» disse la Morte. «LA NATURA È FATTA COSÌ.»
«Non lo sa nessuno?»
«IO. TE. GLI DEI. VA BENE, NO?»
«Caspita!»
La Morte si sporse sulla sella e guardò in basso ai regni del mondo.
«NON SO CHE COSA NE PENSI TU» disse «MA IO POTREI FAR FUORI UN BEL PIATTO DI CURRY.»
Sebbene fosse passata da parecchio la mezzanotte, la città gemella di Ankh-Morpork era roboante di vita. Morty aveva ritenuto che Sheepridge fosse frenetica, ma considerando il tumulto che si notava per le strade che aveva attorno, quel paese sembrava, insomma, una specie di mortorio.
Molti poeti hanno cercato di descrivere Ankh-Morpork. Hanno tutti fallito. Forse a causa della vitalità completamente godereccia del posto oppure, forse, soltanto perché una città con un milione di abitanti e nessun contadino risulta alquanto pesante per i poeti che preferiscono molti narcisi e nessun mistero. Basti dire questo: Ankh-Morpork è tanto piena di vita quanto un formaggio stagionato in una giornata calda, roboante quanto una bestemmia in una cattedrale, lucente quanto una macchia d’olio sul mare, colorata quanto un livido e piena di attività, industriosità, confusione e frenesia di pura esuberanza quanto un cane morto su un termitaio.
