C’erano anche dei templi, le loro porte stavano spalancate e diffondevano nelle strade i suoni dei gong, dei cimbali e, nel caso di alcune delle religioni più conservatrici e fondamentaliste, delle brevi grida delle vittime. C’erano negozi le cui strane merci si riversavano fin sul pavimento. Sembrava anche esserci una gran quantità di giovani donne tanto simpatiche che non si potevano permettere molti vestiti. C’erano inoltre saltimbanchi, truffatori e spacciatori assortiti di immediata trascendenza.

E la Morte camminava impettita attraverso tutto ciò. Morty si era quasi aspettato di vederla passare attraverso la folla come fosse fumo, ma non era affatto così. La verità, più semplice, era che in qualsiasi posto la Morte camminasse, la gente si dileguava immediatamente, togliendosi dai piedi.

Non accadeva la stessa cosa con Morty. Le persone che gentilmente si aprivano davanti alla sua nuova padrona, le si richiudevano dietro giusto in tempo per bloccare a lui il passo. Gli venivano pestati i piedi, colpite le costole e la gente continuava a cercare di vendergli sgradevoli spezie, verdura dall’aspetto molto suggestivo, mentre addirittura una donna piuttosto anziana gli disse, contro ogni evidenza, che lui sembrava un ragazzo ben messo che avrebbe certo gradito di spassarsela un po’.

Lui la ringraziò moltissimo e le rispose che gli pareva che si stesse già divertendo abbastanza.

La Morte raggiunse l’angolo della strada mentre la luce delle fiaccole sollevava brillanti riverberi sulla parte superiore del suo cranio lucido, e annusò l’aria. Un ubriaco si alzò barcollando e, senza rendersi precisamente conto del perché, fece una breve marcia indietro nel suo cammino irregolare, senza alcuna ragione plausibile.

«QUESTA È LA CITTÀ, RAGAZZO» disse la Morte. «CHE NE PENSI?»

«È molto grande» rispose Morty con una certa indecisione. «Voglio dire: perché si può desiderare di vivere tutti ammassati insieme in questo modo?»



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