E la cosa sarebbe stata difficile, in quanto non ne esisteva alcuna. Il Creatore aveva avuto una miriade di idee decisamente degne di nota quando aveva messo insieme il mondo, ma il concetto di renderlo comprensibile non aveva fatto parte di quelle.

Gli eroi tragici si lamentano sempre quando gli dei si interessano a loro, ma è la gente che gli dei ignorano che si accolla i compiti davvero improbi.

Suo padre gli stava gridando dietro qualcosa, come sempre. Morty scagliò la roccia verso un piccione, che era quasi troppo pieno per caracollare via dalla sua strada, e ritornò a casa passando attraverso i campi.


Questo fu il motivo per cui Morty e suo padre scesero giù attraverso le montagne verso Sheepridge alla Vigilia della Notte della Posta del Cinghiale con le misere cose che appartenevano al ragazzo contenute in un sacco legato sul dorso di un mulo. Il paese non consisteva in molto di più dei quattro lati di una piazza lastricata, su cui erano allineati i negozi che fornivano tutti i beni di consumo industriali alla comunità contadina.

Cinque minuti dopo, Morty uscì dalla bottega di un sarto indossando una specie di grembiule marrone dalla funzione imprecisata che gli stava malissimo, e che era stato, senza alcun dubbio, restituito da un precedente proprietario e gli lasciava un notevole spazio a disposizione per la crescita, sempre che si supponesse che lui sarebbe cresciuto fino a diventare un elefante a diciannove zampe.

Suo padre lo osservò con sguardo critico.

«Davvero grazioso» disse «per quel che costa.»

«Pizzica» replicò Morty. «Penso che ci siano delle altre cose qui dentro con me.»

«Almeno un migliaio di ragazzi nel mondo sarebbero veramente grati per un bel, caldo…» Lezek fece una pausa e poi rinunciò… «vestito come questo, figlio mio.»

«Non potrei dividerlo con loro?» chiese Morty tutto speranzoso.



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