«Che mestiere in particolare?»

«Be’… la falegnameria è una buona prospettiva» azzardò Lezek. «Oppure il ladrocinio. Qualcuno deve pur farlo.»

Morty si guardò i piedi. Era un figliolo ossequioso, quando se ne ricordava e, se diventare un apprendista era quello che ci si aspettava da lui, allora era assolutamente determinato a diventare uno bravo. Tuttavia, la falegnameria non suonava particolarmente promettente… il legno aveva una caparbia vitalità autonoma e una tendenza a scheggiarsi. I ladri ufficiali, poi, erano molto rari nelle montagne Ramtop visto che la gente non era sufficientemente ricca per poterseli permettere.

«D’accordo» rispose alla fine «andrò a provare. Ma che succederà se non troverò un posto come apprendista?»

Lezek si grattò la testa.

«Non lo so» disse. «Voglio soltanto che tu aspetti fino alla fine della fiera. A mezzanotte. Immagino.»


Si stava ormai approssimando la mezzanotte.

Un leggero strato di ghiaccio cominciò a incresparsi sull’acciottolato. Nella decorativa torre dell’orologio che sovrastava la piazza, un paio di piccoli automi delicatamente scolpiti frullarono fuori da sportelli che si trovavano sul quadrante dell’orologio e batterono il quarto d’ora.

Mancavano quindici minuti a mezzanotte. Morty rabbrividì, ma le vampate cremisi della vergogna e dell’ostinazione gli bruciavano dentro, più ardenti dei declivi dell’Inferno. Si soffiò sulle dita tanto per fare qualcosa e fissò in alto il cielo ghiacciato, cercando di evitare gli sguardi dei pochi ritardatari che erano rimasti ancora alla fiera.

La maggior parte dei proprietari di bancarelle avevano fatto fagotto e se ne erano andati. Perfino l’uomo che vendeva polpette calde aveva smesso di pubblicizzare la sua merce gridando e, privo di ogni riguardo per la sua sicurezza personale, ne stava mangiando una.

L’ultima giovane promessa che si trovava vicino a Morty era svanita ore prima.



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