
— Charlie è quello che preferisco, quello che preferisco, quello che preferisco — cantilenò il capitano Hulse. Il chiasso si attenuò un poco e il giovane tenente Amedeo si alzò in piedi sogghignando e intonando una canzone ben nota a tutti.
— Scusi, signor colonnello.
Mackenzie si volse a guardare il sergente Irwin e la sua espressione lo sconvolse.
— Sì?
— È arrivato un messaggio, signore. Il maggiore Speyer desidera parlare subito con lei.
Detestando l’idea di ubriacarsi, il maggiore Speyer si era offerto per il turno di notte, al contrario degli altri che avevano tirato a sorte. Mackenzie riandò con la mente alle ultime novità da San Francisco e gli vennero i brividi.
Intenti a sbraitare il ritornello, gli ufficiali presenti nella mensa non si accorsero neppure che il colonnello aveva vuotato la pipa e si era alzato in piedi.
Tutti i Leopardi con la testa a posto sostenevano di ottenere migliori risultati loro quando erano ubriachi fradici che le altre divisioni da sobrie. E infatti il colonnello ignorò l’alcool che gli scorreva nelle vene e si diresse deciso verso la porta, prendendo con un gesto automatico la pistola. Le note della canzone lo accompagnarono lungo il corridoio.
