«Non ho ancora affilato la mia falce,» gli disse Don.

«Fai con calma,» consigliò Johannsen, con un ringhio allusivo, e tolse la comunicazione. Lui e Don sapevano benissimo che piantare e raccogliere le «latte» era soprattutto una scusa per far indossare la tuta spaziale a un uomo, e farlo uscire dalla Capanna, come misura di sicurezza durante i periodi di maggiore pericolo di lunamoti… quando la Terra e il Sole attiravano la Luna dal medesimo lato, come accadeva ora, o dai lati opposti, come sarebbe accaduto tra due settimane. La trazione gravitazionale veniva ritenuta, teoricamente, la causa d'attivazione dei terremoti e così, probabilmente, dei lunamoti. La Base Lunare non aveva ancora sperimentato nulla di più grave di qualche blando tremore… il pennino del sismografo ancorato alla solida roccia sotto la polvere che reggeva come un cuscino la Capanna aveva appena tremolato; malgrado ciò, Gompert faceva quasi un punto d'onore del fatto di tenere un uomo sulla superficie lunare per diverse ore, ogni due settimane… a «terra nuova» e a «terra piena» (o plenilunio e novilunio, se si restava al gergo dei terricoli, o semplicemente alle maree). Perciò, se l'inatteso fosse accaduto e la Capanna avesse subito dei danni rilevanti, Gompert avrebbe avuto un uovo almeno fuori del suo cesto.

Era solamente una delle infinite precauzioni elaboratissime che la Base Lunare prendeva per la propria sicurezza. Inoltre, essa forniva l'occasione per un valido collaudo regolare dell'efficienza delle tute spaziali, e delle condizioni del personale destinato al lavoro solitario sull'aspra superficie di Selene.

Don alzò di nuovo lo sguardo verso la terra. L'anello brillava con maggiore regolarità, ora. Non riuscì a distinguere un solo lineamento del circolo d'inchiostro racchiuso dall'anello, benché sapesse che il Pacifico orientale e le Americhe si trovavano a sinistra, e l'Atlantico, e le estremità occidentali dell'Africa e dell'Europa si trovavano a destra. Pensò alla cara, lievemente isterica Margo e a quel buon vecchio nevrotico di Paul, e veramente, in quel momento, anche loro gli parvero piuttosto banali e privi d'importanza… dei graziosi, minuscoli scarafaggi che zampettavano sotto la fogna dell'atmosfera terrestre.



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