A questo evento seguì un'era di guerre quali mai la nostra galassia aveva conosciuto. Grandi flotte di pianeti, naturali e artificiali, manovrarono tra le costellazioni, per annientarsi a vicenda, distruggendosi con fasci di raggi sub-atomici proiettati a distanze immense. Man mano che le onde della battaglia si propagarono nello spazio siderale, interi sistemi planetari vennero totalmente distrutti.

Olaf Stapledon: «The Stars Maker»

CAPITOLO I

Molte storie del terrore e del soprannaturale cominciano con un volto rischiarato dai raggi della luna che sogghigna dietro una finestra di cristallo, o con un antico documento vergato in una calligrafia minuta e precisa, o con l'ululare di un mastino nelle brughiere solitarie. Ma questa storia cominciò con un'eclissi di luna, e con quattro scintillanti fotografie astronomiche recentissime, ognuna delle quali mostrava grandi campi stellari e oggetti planetari. Solo che… era successo qualcosa alle stelle.

La prima fotografia era uscita dal laboratorio di sviluppo solo sette giorni prima della notte dell'eclissi. Le fotografie provenivano da tre diversi osservatori astronomici, e la quarta addirittura era stata presa dal telescopio situato a bordo di un satellite artificiale. Erano il trionfo della più pura scienza, all'estremità opposta di qualsivoglia superstizione, eppure ognuna diede un brivido di disagio al giovane scienziato che le vide per primo.

Quando egli cercò i punticini neri che avrebbero dovuto esserci… e quando vide le ombre debolissime che non avrebbero dovuto esserci… provò un'istintiva, vaga sensazione di disagio, una remota vibrazione di quel senso dell'ignoto che alberga in ciascuno di noi, e che per un istante lo avvicinò all'uomo delle caverne, all'adoratore dei demoni, e al villico del Medio Evo ossessionato dal terrore delle streghe.



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