
Si udì un rumore più cupo, sull'autostrada, quando la convertibile attraversò un piatto ponte di cemento, che dominava un corso d'acqua, e Margo Gelhorn sobbalzò e si rizzò a sedere di scatto, accanto all'uomo. Miao sobbalzò a sua volta. Lo sguardo della giovane donna fissò un punto alle spalle di Paul.
«Ehi, aspetta un attimo.»
«Cosa c'è?» domandò Paul, senza rallentare. L'autostrada aveva cominciato a salire.
«Avrei quasi giurato,» disse Margo, guardando indietro, «Di avere visto un cartello con scritto "Dischi Volanti".»
«Forse c'era scritto qualcos'altro. Forse era la pubblicità di un grill,» suggerì Paul. «È facile confondersi.»
«Non c'era un grill, né qualcosa di simile. Solo un piccolo cartello bianco. Subito prima del ponte. Voglio tornare indietro, per dare un'occhiata.»
«Ma siamo quasi arrivati a V-2,» obiettò Paul. «Non vuoi vedere la Luna con un telescopio, prima che l'eclisse finisca? Potrai vedere Piatone, solo che dovremo alzare la capote e lasciare Miao chiusa a bordo. Non si possono portare animali a Vandenberg.»
«Non ho nessuna intenzione di andarci,» disse Margo. «Sono stanca di venire sottoposta alle ambigue precauzioni del Progetto. E soprattutto, io detesto qualsiasi organizzazione la quale neghi che i gatti sono persone!»
«Va bene, va bene,» ridacchiò Paul.
«Così torniamo indietro subito. Potremo vedere meglio l'eclisse, avendo la Luna di fronte.»
Paul fece del suo meglio per superare il piccolo cartello bianco senza fermarsi, ma Margo lo deluse subito.
«Laggiù. Dove vedi la lanterna verde! Fermati qui!» E quando l'auto si fermò con un pesante sobbalzo, Miao si mosse, alzò il muso, si stirò mollemente, e si guardò intorno senza eccessivo interesse.
