
Spostandosi dall'altra parte della terra, agli antipodi della California Meridionale, si trovava Bagong Bung, nero come il carbone, con il sudore che colava sotto l'orlo del giallo turbante macchiato, e copriva le spalle e il petto nudi; Bagong Bung gridava al suo secondo di bordo, un australiano nudo come un verme, di spegnere il motore della Machan Lumpur. Se non avessero perduto tempo, avrebbero raggiunto la piccola baia naturale a sud di Do-Son prima che il sollevarsi di tre metri della marea potesse sollevarli sopra la lingua di roccia, e le secche, e là, nel Golfo del Tonchino, l'alta narea, comandata da chissà quali demoni ostili, veniva solo una volta ogni ventiquattro ore. Un elicottero di ricognizione avrebbe potuto notarli, se avessero incrociato nelle acque prospicenti la baia in attesa d'infiltrarsi nella regione per consegnare le armi e i medicinali alle brigate anticomuniste del Nord Vietnam che si nascondevano nei rifugi sotterranei… per proseguire successivamente fino ad Hanoi, dove la Machan Lumpur avrebbe consegnato il grosso del carico (fatto a sua volta di armi e medicinali) ai comunisti.
Quando le onde mosse dal motore, a poppa, si furono quietate, il golfo ampio duecento miglia che circondava il piccolo battello a vapore rugginoso parve scintillare, quieto e sornione, come un lago di bronzo liquido.
