Nella cupola panoramica ad aria condizionata, opportunatamente oscurata, alcune persone anziane, che sbadigliavano per l'ora tarda… era passata mezzanotte… assistevano all'eclissi, e alcune coppie giovani approfittavano dell'oscurità, mentre dal salone delle feste della nave venivano attutite le potenti venature wagneriane del neo-jazz, come tuono lontano. Il capitano Sithwise ricontrollava il numero di noti fascisti brasiliani, del nuovo tipo imprevedibile, sulla lista dei passeggeri, e immaginava che fosse in programma una rivoluzione.


A Coney Island, nella fitta ombra della nuova banchina, Sally Harris, con le mani intrecciate dietro la nuca, sotto lo splendore della sua esplosiva acconciatura, rimase immobile, apparentemente divertita, mentre Jake Lesher armeggiava tirando lateralmente l'elastico del reggiseno, attraverso la nera stoffa sericea della blusa Misura 8 della ragazza.

«Divertiti,» gli disse, «Ma ricorda che assisteremo all'eclissi all'ultimo piano del Missile di Dieci Piani. Dieci piani, uno sull'altro.»

«Accidenti, chi vuole vedere una luna che è malata, malata, malata,» rispose Jake, con voce un po' ansante. «Sal, dove diavolo sono i ganci e le asole?»

«Nel posteriore di tua nonna,» lo informò la ragazza, e fece scorrere pollice e indice dalle unghie smaltate in argento nella scollatura a V a chiusura automatica della blusa. «Il dispositivo di apertura rapida magnetica è a prua, non a poppa, marinaio della Seconda Avenue che non sei altro!» gli disse, e mosse rapidamente le dita, con abilità. «Ecco! Vedi perché lo chiamano il Reggiseno che Scompare?»

«Cristo!» disse lui, «Sbocciano come per magia… e che spettacolo! Sembrano focacce appena sfornate! Oh, Sa…»

«Divertiti,» gli disse lei freddamente, arricciando il naso, «Ma ricordati che non riuscirai a farmi rinunciare all'idea di stanotte. E per favore tratta con rispetto le prelibate vivande.»



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