
— Carina — corresse Cleo, senza sollevare lo sguardo. — Ha undici giorni. — E cinque ore e trentasei minuti…
Voltandogli significativamente le spalle, si lasciò scivolare nel sedile e fece il gesto di attivare il notiziario per far scorrere il sommario del giorno. Tenne lo sguardo basso mentre il treno lasciava il tunnel sotterraneo per uscire tra i dolci declivi della piana di Mendeleev, priva d’atmosfera. Là fuori c’era ben poco che potesse interessarla, dato che faceva quel percorso fino al cratere di Hartman due volte al giorno. Avevano discusso la possibilità di trasferirsi a Hartman, ma Jules preferiva vivere vicino al posto di lavoro, a King City, e ovviamente i bambini avrebbero dovuto lasciare tutti i loro compagni di scuola.
Quella mattina non c’era gran che nel notiziario. Si incuriosì quando la spia rossa segnalò un aggiornamento. Il notiziario visualizzò alcune ordinarie questioni cittadine. Passò oltre dopo le prime tre righe.
Per quella sera alle 19.00 era programmata una parata per il Centenario dell’Invasione. Le parate la annoiavano, come pure il Centenario. Se hai ascoltato un discorso su come la liberazione sarebbe a portata di mano se unissino i nostri sforzi, allora li hai già ascoltati tutti. Contenuto semantico: zero; grado di assurdità: elevato.
Lesse avidamente la pagina sportiva, notando che, senza di lei, la squadra di jumpball del Settore J otteneva scarsi risultati nel campionato cittadino. La bassa statura e le gambe scattanti avevano fatto di lei un’ottima velocista all’epoca in cui giocava, ma adesso non era pensabile di tornare ad allenarsi.
Come ultima risorsa richiamò articoli, estratti, liste di analisi, il Supplemento Domenicale e la pagina culturale del notiziario. Un titolo attirò la sua attenzione e lo richiamò con un tasto.
Il cambiamento: la rivoluzione nei ruoli sessuali
(ovvero: chi sta sopra?)
