Naturalmente la droga di Rade richiedeva un ambiente a temperatura molto bassa; benissimo, se era lì che veniva prodotta, Ken intendeva rassegnare le dimissioni, senza pensarci sopra un solo istante di più. Gli bastava guardare il pianeta per sentirsi i brividi. Si augurò che qualcuno si decidesse, finalmente, a spiegargli cosa stesse succedendo. Sulla porta della sua cabina c’era un altoparlante, ma finora lo avevano usato solo per comunicargli che gli avevano portato i pasti e che per il momento la porta non era chiusa a chiave.

Per tutta la durata del viaggio non gli era stato permesso di lasciare la sua stanza, e questo faceva pensare a qualcosa di illegale; purtroppo le forme di illegalità possibili erano numerose, e non si limitavano a quella che lui doveva investigare. Con la corrente legislazione sul commercio, quando una nave esploratrice mercantile scopriva un sistema abitato, molto spesso l’equipaggio teneva segreta la notizia per riservarsi le possibilità di sfruttamento commerciale. In quest’ottica, la precauzione di nascondere all’ultimo arrivato la posizione reale del pianeta costituiva un’ovvia misura di sicurezza.

Non foss’altro che per verificare la reazione dei suoi ignoti carcerieri, disse a voce alta le sue impressioni, pensando che, in fin dei conti, il fatto che si fossero fermati così a lungo davanti a quel pianeta dovesse pur significare qualcosa.

«È qui che volete farmi lavorare? Scusatemi se vi dico che mi sembra un posto estremamente sgradevole.»

Con una certa sorpresa, si sentì rispondere da qualcuno: una persona diversa da quella che gli aveva annunciato i pasti.



5 из 240