Le prospettive d’una lussureggiante fioritura di entrambe le civiltà grazie a un contatto pacifico e a liberi scambi delle rispettive tecnologie avrebbe dovuto far piacere a loro come all’uomo. Ma, sulla Terra, quando due differenti culture umane venivano a contatto, una finiva sempre in posizione subordinata all’altra… e in caso contrario, si scatenava la guerra. C’erano quindi due possibilità. Ma una condizione subordinata fra razze sorte su diversi pianeti non avrebbe certo potuto stabilirsi in via pacifica. Gli umani, per lo meno, non avrebbero mai acconsentito a trovarsi subordinati, né era probabile che una qualunque altra specie altamente sviluppata l’avrebbe accettato. I benefici derivanti dal commercio e dallo scambio d’informazioni non avrebbero mai compensato una condizione d’inferiorità. Alcune razze — gli uomini… forse — avrebbero preferito il commercio alla conquista. Forse — forse! — anche questi alieni. Ma c’era sempre qualcuno, anche tra gli umani, che avrebbe bramato una guerra sanguinosa. Se quella nave aliena, che adesso si stava avvicinando alla Llanvabon, fosse tornata al pianeta d’origine con la notizia dell’esistenza dell’umanità e di navi come la Llanvabon, appunto, avrebbe dato alla sua specie la scelta fra commerciare o combattere. Avrebbero preferito il commercio… o la guerra? Non potevano esser sicuri delle intenzioni degli uomini, né gli uomini potevano esser sicuri delle loro. L’unica certezza assoluta, per gli uni come per gli altri, sarebbe stata offerta dalla completa distruzione di una o di entrambe le navi, qui e subito.

Ma neppure la vittoria totale sarebbe stata sufficiente. Perché, ora, gli uomini si trovavano nella necessità di sapere da dove veniva quella specie aliena, per evitarla, se non per combatterla. Dovevano conoscere le sue armi, e ogni altra risorsa, se quella specie aliena poteva essere una minaccia, e come poterla eliminare in caso di necessità. E gli alieni avrebbero avvertito le identiche necessità nei confronti degli uomini.



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