
Tommy schizzò via dalla Llanvabon, lucida come uno specchio, attraverso un vuoto che ardeva luminoso e rappresentava, per un essere umano, un’esperienza completamente nuova. Dietro di lui la Llanvabon virò di bordo e sfrecciò via. La voce del comandante gli risuonò negli auricolari del casco.
«Ci ritiriamo anche noi, signor Dort. C’è la remota possibilità che abbiano caricato in quella scialuppa qualche tipo di esplosivo atomico che non potevano usare in prossimità della loro nave, ma che potrebbe essere distruttivo per noi anche da così lontano. Noi arretriamo. Lei tenga sempre il suo videotrasmettitore puntato sull’oggetto».
Il ragionamento era fondato, anche se sconfortante. Un esplosivo in grado di distruggere ogni cosa nel raggio di venti miglia era possibile in teoria, ma gli umani non l’avevano ancora. Era senz’altro più sicuro per la Llanvabon farsi indietro.
Ma Tommy Dort si sentì molto solo. Saettava attraverso il vuoto verso il minuscolo punto nero sospeso in quell’incredibile splendore. La Llanvabon svanì. Già a una distanza relativamente breve il suo scafo lucido si confuse con quella nebbia luminosa. Neppure la nave aliena era visibile a occhio nudo. Tommy nuotava nel niente, a quattromila anni-luce da casa, diretto al punto nero, l’unico oggetto distinguibile in tutto lo spazio.
Quando vi fu vicino, l’oggetto gli apparve come una sfera lievemente schiacciata, con un diametro di poco inferiore ai due metri. Quando Tommy vi atterrò sopra coi piedi, rimbalzò via. Dalla superficie della sfera sporgevano in tutte le direzioni piccole protuberanze simili a corna o viticci. L’aspetto non differiva molto da una mina subacquea innescata, ma c’era il baglione d’un cristallo su ogni punta.
«Sono arrivato», annunciò Tommy nel microfono del casco.
Afferrò uno di quei corni e si tirò verso l’oggetto. Era tutto di metallo nero opaco. Attraverso lo spessore dei guanti non poteva avvertire, ovviamente, se la superficie fosse liscia o granulosa, ma continuò a farvi scorrere sopra la mano cercando di scoprire lo scopo del manufatto.
