Ma anche per iniziare una guerra di distruzione totale, bisognava saperne assai di più sull’avversario. Vista la capacità di quegli alieni di attuare viaggi interstellari, essi dovevano disporre dell’energia atomica e di qualche forma d’iperpropulsione per viaggiare più veloci della luce. E insieme ai localizzatori, alle visipiastre, e alla telecomunicazione a onde corte, dovevano per necessità disporre di moltissimi altri congegni. Che armi avevano? Fino a che punto era estesa la loro cultura? Quali erano le loro risorse? Era possibile uno sviluppo di rapporti amichevoli, di commerci, oppure le due razze erano tanto dissimili che fra esse poteva esistere soltanto la guerra? E se la pace era possibile, come si poteva cominciare?

Agli uomini della Llanvabon occorrevano fatti… e occorrevano fatti anche all’equipaggio dell’altra nave. Ognuna delle due parti doveva portare indietro con sé ogni possibile frammento d’informazione. L’informazione più importante di tutte sarebbe stata l’esatta ubicazione dell’altra civiltà, nel caso in cui vi fosse stata guerra. Ma anche altre notizie sarebbero state ugualmente preziose.

Il fatto più tragico era però che non poteva esserci nessuna possibile informazione in grado di condurre alla pace. Nessuna delle due navi era pronta a rischiare la sopravvivenza della propria razza basandosi su una dichiarazione di buona volontà o sulla parola d’onore dell’altra.

Così, era una ben strana tregua quella in atto fra le due navi. Sia quella aliena che la Llanvabon continuarono la loro attività di osservazione. Il piccolo robot sferico galleggiava nel vuoto luminoso. Una telecamera della Llanvabon era messa a fuoco su una visipiastra aliena, e viceversa. Le comunicazioni ebbero inizio.

E progredirono in fretta. Tommy Dort fu tra quelli che fecero il primo rapporto sui progressi in corso. Il suo compito specifico in quella spedizione era terminato; adesso gli era stato affidato il compito di lavorare al problema della comunicazione con le entità aliene. Si recò insieme all’unico psicologo della nave fino alla cabina del capitano, per comunicargli la notizia del primo successo conseguito. La cabina del capitano era come sempre un luogo di silenzio e le luci rosso-cupo degli indicatori occhieggiavano tra le grandi visipiastre disposte sulle pareti e sul soffitto.



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