
Tommy Dort fissò il comandante. Questi strinse i pugni, Tommy scrutò al di sopra della sua spalla. Sembrava che uno degli indicatori avesse le convulsioni. Altri faticavano a registrare i loro rilevamenti. In mezzo alla nebulosità diffusa che riempiva col suo bagliore una delle visipiastre di prua c’era un punto che — quando il regolatore automatico lo mise a fuoco — stava diventado chiaramente sempre più luminoso. Quella era la direzione dell’oggetto che aveva fatto scattare l’allarme, segnalando il pericolo di collisione. Stando alle letture dello stesso analizzatore, c’era appunto un oggetto solido a ottantamila miglia di distanza, un oggetto di dimensioni non troppo grandi… Ma c’era anche un altro oggetto, la cui distanza variava da un massimo a zero, e le cui dimensioni sembravano condividere quell’impossibile avanzata e ritirata.
«Diamo il massimo ingrandimento!» sbottò il comandante.
Il punto luminosissimo sullo schermo crebbe ancor più d’intensità, cancellando buona parte dell’impalpabile distesa luminescente. L’ingrandimento aumentò ancora. Ma non comparve nient’altro. Eppure il localizzatore-radar insisteva a dire che qualcosa di mostruoso e d’invisibile eseguiva delle folli puntate verso la Llavanbon, con velocità che sembravano rendere inevitabile una collisione, per poi deviare bruscamente e fuggir via quasi pauroso, con la stessa velocità.
La visipiastra raggiunse il massimo ingrandimento. Ancora niente. Il comandante digrignò i denti. Tommy Dort disse, pensoso: «Signore, ho già visto qualcosa di simile su un transpazio della linea Terra-Marte, una volta, quando fummo localizzati da un’altra nave. Il loro raggio localizzatore aveva la stessa frequenza del nostro, e tutte le volte che si sovrapponevano davano l’impressione di qualcosa di solido e mostruosamente grande».
«Questo», sbraitò il comandante, «è proprio quello che sta accadendo adesso. C’è qualcosa che assomiglia a un raggio localizzatore puntato su di noi. Riceviamo quel raggio sovrapposto all’eco del nostro. Ma l’altra nave è invisibile! Chi c’è mai, qua fuori, in una nave invisibile dotata di congegni localizzatori? Non uomini, di certo!»
