
— Cosa?
— Credo di sapere quel che è accaduto — riprese Lane — ma non riesco a crederci, tanto è pazzesco. Eppure si adatta perfettamente a quel che vi ho detto prima a proposito di fatti inspiegabili…
Si interruppe. Chi avrebbe creduto al suo racconto?
— Padronissimo di tenervi per voi le vostre opinioni — disse la Warren. — A me invece non importa niente di farmi prendere in giro. Quindi vi dico che mi sembra… badate che per ora è soltanto un’ipotesi… mi sembra che qui intorno ci siano dei sistemi dinamici gassosi. Soltanto così si possono spiegare certi fenomeni. Questi sistemi si comportano come cose pseudoviventi, e io mi domando se non sono loro a tener lontani i miei avvoltoi. Sistemi dinamici i quali consumano gli odori che gli avvoltoi dovrebbero vedere!
Lane la fissò un momento, in profondo silenzio. Poi domandò: — Cos’è successo a mosche e zanzare qui intorno?
— Non ce n’è nemmeno una — rispose la Warren. — Una cosa veramente stranissima. Non ci sono più mosche, né zanzare, né moscerini! — Di scatto riprese a camminare verso la roulotte.
Quando furono a un centinaio di metri dalla macchina, un cane sbucò da sotto il veicolo e prese a trotterellare verso di loro. Non era un gran che, come esemplare. Aveva cominciato come cane da caccia, ma a metà strada doveva aver cambiato idea. Teneva la coda penzoloni, e la testa bassa. Si muoveva senza slancio.
— Ecco Mostro — disse brevemente la Warren. — Non è mio. Apparteneva a una famiglia di gente del Sud, che è scappata in preda al panico per qualche cosa che hanno creduto di vedere la scorsa settimana. Quando se ne sono andati, Mostro è rimasto qui, probabilmente perché noi della spedizione gli davamo da mangiare. Cosa che i suoi padroni forse non facevano.
