
Lane si costrinse a sedere, e accese una sigaretta.
— Qualcosa ha cercato di strangolarmi — disse, infuriato. — E mentre mi soffocava mandava un sibilo. Un momento fa, li fuori, ho sentito lo stesso suono, e il cane ha avvertito qualcosa. Ma chi ha attaccato me e Mostro era invisibile. Eppure è assurdo! Le cose reali non possono essere invisibili!
— Non direi che era proprio invisibile — osservò calma la Warren. — Che cosa credete che stessi facendo con quell’aggeggio di fili e di reti intorno all’esca per gli avvoltoi? Cercavo di scoprire che cosa impediva ai cadaveri di esalare odore. Non vi è mai capitato di tenere in mano un fiammifero acceso e di guardare attraverso i gas sviluppati dalla fiamma? Si vede tutto ondeggiare. Ora quelle cose di cui parlate sono “invisibili” proprio come la colonna di aria calda sopra un fiammifero! Cioè non sono facili da vedere, e bisogna sapere quel che si cerca, per vederle. Ma si riesce a individuarle.
— E allora, cos’è che ha tentato di uccidermi?
— Un sistema dinamico, senza dubbio — rispose la Warren. — Non c’è altra spiegazione. Cioè, una particella di materia che sfrutta l’energia in un modo suo particolare. Un vortice di vento è un sistema dinamico, e anche un motore a benzina… o un coniglio, o un uomo. Ciò che ha attaccato voi e Mostro doveva essere un sistema dinamico, perché usava energia per un determinato scopo: quello di uccidere. Provate a fare un anello di fumo.
Lane la guardò, stupito, ma al gesto d’impazienza della Warren, soffiò un anello di fumo. Il cerchio impalpabile si sollevò lento all’interno della roulotte, allargandosi man mano.
