— Quello è un sistema dinamico dei più semplici — disse la Warren. — Una certa quantità di aria, con impresso un moto rotatorio a spirale. Non è una cosa viva, è soltanto un anello con moto a spirale. Noi riusciamo a vederlo perché l’aria di cui è composto contiene fumo. Ma un anello a spirale può benissimo esistere nell’aria senza essere visibile, proprio come…

— Guardate! — gridò Lane. — Guardate il fumo!

La Warren sbatté le palpebre, poi osservò il sottile anello: era deformato. Si era piegato da una parte, come se avesse incontrato un ostacolo solido.

— Eccolo! — esclamò la Warren. — Ce n’è uno. Guardate il soffitto. Vedete che sembra ondulato?

Ci fu un improvviso spostamento d’aria. L’ostacolo invisibile che aveva piegato l’anello si mosse. Le spire di fumo si allargarono lentamente occupando lo spazio lasciato libero.

— Ce n’è uno! — esultò la Warren. — Proprio qui davanti! Ma perché Mostro non abbaia? Tiratelo fuori di lì sotto!

Lane tirò fuori Mostro che si era rintanato sotto uno sgabello.

La bestia ansava e si contorceva, senza dar segno di paura, la lingua penzoloni.

— Se c’è davvero qualcosa — commentò Lane — il cane non ne sente l’odore. E non è visibile neppure per la bestia, altrimenti l’avrebbe notato.

In aria fluttuavano strati di fumo, messi in risalto dai raggi di sole che entravano attraverso i vetri chiusi dei finestrini. Non un moto nell’aria, tranne la solita corrente impercettibile di una stanza chiusa. Ma qualcosa passò veloce tra quei tranquilli strati di fumo scompigliandoli, e Lane vide oscillare lo sfondo, dietro la cosa in movimento.

— Ecco! — disse la Warren, entusiasta. — Ci sono in aria dei sistemi dinamici che possono passare attraverso gli strati di fumo e sconvolgerli. Sarà forse meglio munirci di lenzuola da metterci in testa.

— Probabilmente è entrato con il cane — osservò il giornalista.



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