— A parte il fatto — aggiunse Lane, serio — che hanno scoperto che noi non siamo selvaggi e non ci proteggiamo. Devono essere molto più numerosi di prima. O forse c’è un nuovo tipo, che uccide. — Tese l’orecchio ai sibili esterni. — Le storie di fantasmi, di spiriti e di diavoli, devono essere cominciate così. E si possono capire le leggende medioevali dei demoni che fanno strage di esseri umani.

La Warren chiuse il taccuino. — Gli farò abbassar le orecchie, a quelli — esclamò con aria di trionfo. — Fantasiosa? Aspettate che vada all’Istituto di Biologia con una di quelle cose chiusa in una provetta. Un organismo vivente con un metabolismo gassoso…

— Io sto cercando un sistema per ucciderli — brontolò il giornalista. — Fuori ci aspettano a dozzine, anzi, forse a centinaia! — Non gli venne in mente, non ancora, che potevano essere migliaia, se non di più.

— Possiamo sempre ripararci con le lenzuola: se non riescono a impedirci di respirare, non possono farci altro male — sentenziò la Warren.

Lane non ne era convinto.

Uno di quei cosi… un Gizmo, un’entità gassosa, se n’era stato tranquillo nella roulotte. Non aveva fatto rumore, aveva agito con astuzia, senza attirare l’attenzione su di sé, e loro l’avevano scoperto per caso. Probabilmente l’intenzione del Gizmo era di aspettare che gli ospiti della roulotte fossero addormentati: un attacco al buio mentre loro erano immersi nel sonno, sarebbe stato decisivo. I Gizmo, in ultima analisi, erano forse più abili di quanto supponesse la dottoressa Warren. Il secondo tentativo di assassinio contro Lane, dopo che il giornalista era sfuggito al primo assalto rotolandosi nelle foglie secche, ad esempio, era stato ben condotto.

— Se decidete di tentare la difesa con le lenzuola — disse brevemente — farò come dite voi. Ma francamente penso ancora che sia un grosso rischio.

La Warren sbuffò. — E parlate di rischio? Non credo che saremmo molto sicuri comunque.



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