
Il sibilo già udito prima divenne più distinto, e Lane non poté più respirare.
Boccheggiò senza emettere suoni, preso da un panico cieco. Ma non si soccombe totalmente al panico, quando si è sbalorditi come lo era Lane in quel momento. Il giornalista rimase un istante assolutamente immobile, cercando disperatamente di immettere aria nei polmoni. Impossibile. Poteva soffiare fuori l’aria, ma non inspirarla, né dalla bocca né dalle narici, come se un fitto velo invisibile e impenetrabile gli coprisse la faccia. Si sentiva addosso quella “cosa” che non era né calda né fredda. Attraverso la “cosa” l’aria non passava, e lui non riusciva a respirare. Stava soffocando.
Barcollò inebetito, annaspando nel vuoto. A stento, si trascinò attraverso la radura, con l’unico desiderio di respirare e non riuscendoci.
Si ficcò nel sottobosco, inciampò, stramazzò lungo e disteso, e fini con la faccia contro uno strato di foglie secche. E finalmente poté respirare ancora. Aspirò una gran boccata d’aria, aria che sapeva di muschio e di foglie morte.
Poi si sollevò carponi… e il respiro gli mancò di nuovo. Per la seconda volta la “cosa” gli avvolse la faccia, gli tappò naso e bocca. Lottò ancora per liberarsi e tornò a tuffarsi nel tappeto di foglie.
E il respiro tornò.
Giacque immobile, ansimante, con la faccia affondata tra le foglie. E allora accadde qualcosa di straordinario: lievi tocchi gli sfiorarono il collo e le orecchie. Lane si sentì rabbrividire. La “cosa” voleva fargli sollevare la faccia per poterlo soffocare.
Ma non c’era nessuno, lì intorno!
Nonostante la paura di venire soffocato, il sentimento più forte in Lane era lo stupore. Giaceva a terra immobile e una “cosa” ignota lo toccava, lo sfiorava perché voleva che lui guardasse in su, che si alzasse.
E intanto mugolava, impaziente di soffocarlo. Lane sapeva che l’incomprensibile “cosa” senza nome voleva ucciderlo, e che c’era un solo modo per impedirglielo: rimanere a terra, con la faccia nelle foglie. La “cosa” invisibile non mordeva, non dilaniava, non trafiggeva. Si stava semplicemente inquietando perché lui non si sollevava, permettendole così di uccidere.
