
«Buona sorella Joan,» disse lui. Fece un inchino. «Ti avrei salutata all’esterno, ma non ti ho riconosciuta.»
«Non mi hai riconosciuta?» disse Joan con voce acuta. La guardai ansiosamente, ma sul suo viso non vidi altro che stizza. Anche Volpe si soffermò a guardarla.
«Non ti ho riconosciuta perché hai un aspetto così giovanile.»
«Bugiardo,» disse Volpe, girandosi verso Drayton. «Quei quattro non erano affatto dei malviventi, ma dei mendicanti. Chiedevano l’elemosina.»
«Ah, ma è una bella storia lo stesso,» disse Drayton.
«Non ti ho riconosciuta. Gli anni sono stati molto più clementi con te che con me, sorella.»
«Non è così,» disse Joan scuotendo la testa. La sua gorgiera gemette. «Tu sei lo stesso di quel giorno in cui partisti per Londra. Quel giorno tua moglie disse che non avrebbe più rivisto suo marito. Che cosa dite adesso, Anne?» Mi sorrise con livore.
«La tua gonna è di gran moda, sorella,» disse lui.
«Davvero?» disse Joan, allargando le sottane con le mani. «Ho pensato che fosse conveniente vestirmi all’ultima moda per il tuo ritorno, fratello.» Rivolse un’occhiataccia alla mia semplice gonna. «Tua moglie no, invece. Ragazze!» gridò poi con una voce stridula che sopraffece quella di Drayton. «Venite a incontrare vostro padre.»
Non avevo avuto la possibilità di parlare e di dire: «Susanna ha una gonna con il pettino azzurro.» Vennero avanti, Bess stringendo la mano di Judith, e mi accorsi con costernazione che anche la camicetta di Susanna aveva una pettorina azzurra.
«Marito,» dissi, ma lui si era già fatto avanti, zoppicando appena. Joan si passò le mani sul farsetto, aspettando di vedere che cosa avrebbe detto.
Judith fece un passo avanti anche lei, tenendo Bess per la mano. «Io sono vostra figlia Judith, e questa è la piccola Bess, la figlia di Susanna.»
