
«E questa deve essere Susanna,» aggiunse lui. Lei annuì con un gesto secco. Lui si chinò per prendere la mano di Bess. «Elizabeth è il tuo vero nome?»
Bess lo guardò dal basso in alto. «Chi sei tu’?»
«Tuo nonno,» le rispose Judith, ridendo. «Ancora non lo riconosci?»
«Non può riconoscere suo nonno,» disse Susanna. «Non era ancora nata, e io ero una bambina della sua età quando ci avete lasciato. Come mai siete ritornato dopo tutti questi anni, padre?»
«Susanna!» esclamò Joan.
«Non sapevo che aspetto avevate, se eravate belle o no,» rispose lui tranquillamente, «se stavate bene ed eravate felici. Sono tornato per vedere se c’era qualcosa che potevo fare per voi.»
«C’è qualcosa che puoi fare per me, Will,» disse Drayton, posandogli una mano sulla spalla. «Offrimi un bicchiere di vino, uomo. Sono mezzo congelato, e stanco, e sono stato aggredito dai ladri. E ho anche fame.»
«Ci penso io,» disse Judith, sorridendo a Collarino. «È pronto in cucina, già caldo e mescolato con lo zucchero.»
«Vi aiuto,» si offrì Collarino.
Volpe disse: «Signora, dove posso sistemare queste sacche e le casse?»
«Nelle camere da letto,» risposi. «Marito, dove vuoi che sia messa la tua cassetta?»
«Lasciala lì,» disse lui. «La porterò io stesso.»
Judith tornò con il vino dentro una caraffa attorno alla quale era stato sistemato un tovagliolo e lo versò, fumante, nel bicchiere.
«Sento un profumo delizioso,» disse Drayton. «Che cosa c’è dentro?»
«Cannella,» rispose Judith, sempre sorridendo a Collarino. «E zucchero. Oltre a diverse spezie. Padre, ne gradite un bicchiere?»
Lui le sorrise con dolcezza. «Prima devo sistemare questa in un luogo sicuro.» Sollevò la cassetta metallica e si voltò verso di me. «Buona moglie, dove mi farai dormire?»
