
Una volta che tutti i re della sabbia ebbero finito le Kressfacce, spense il proiettore e decise che era arrivato il momento di organizzare una festa. Avrebbe sbalordito gli amici. Poteva addirittura inscenare una guerra per loro, pensò. Canticchiando allegramente, cominciò a compilare la lista degli invitati.
La festa riscosse grandissimo successo.
Kress aveva invitato trenta persone: un gruppetto di amici intimi che condividevano le sue stesse passioni, alcune ex amanti e dei rivali di lavoro e mondani che non potevano rifiutare il suo invito. Sapeva che alcuni di loro sarebbero rimasti sconcertati e perfino offesi dai suoi re della sabbia. Anzi, ci contava. Per Simon Kress una festa era un fallimento se almeno uno dei suoi invitati non se ne andava indignato.
D’impulso aveva inserito nell’elenco anche il nome di Jala Wo. «Porti anche Ombra, se vuole» aveva aggiunto mentre dettava l’invito.
Restò un po’ sorpreso dal fatto che lei accettasse. «Ombra, purtroppo, non potrà essere presente. Non partecipa mai a eventi mondani» aveva aggiunto Wo. «Per quanto mi riguarda, sono impaziente di vedere come stanno i suoi re della sabbia.»
Kress offrì agli ospiti un lauto banchetto. E quando alla fine la conversazione cominciò a languire, e la maggior parte degli invitati era ebbra per il vino e i bastoncini-della-gioia, li stupì raccogliendo personalmente gli avanzi di cibo in una grande ciotola. «Venite tutti» esclamò. «Vi voglio presentare i miei ultimi animaletti domestici.» Reggendo la ciotola, li guidò in soggiorno.
