I re della sabbia si dimostrarono all’altezza delle sue migliori aspettative. Li aveva tenuti a stecchetto per due giorni, in previsione della serata, ed erano inclini a combattere. Mentre i suoi ospiti circondavano la vasca, muniti degli occhiali con lenti d’ingrandimento che Kress si era premurato di mettere a disposizione, i re della sabbia ingaggiarono una furibonda lotta per il cibo. Dopo lo scontro contò quasi sessanta unità morte. I rossi e i bianchi, che di recente avevano stretto un’alleanza, si accaparrarono la maggior parte del cibo.

«Kress, mi fai schifo» lo insultò Cath m’Lane. Aveva vissuto per un breve periodo con lui, due anni prima, finché la sua sdolcinatezza e il suo sentimentalismo non lo avevano esasperato. «Sono stata una stupida a venire. Pensavo che magari fossi cambiato, che volessi scusarti.» Non gli aveva mai perdonato la volta in cui il suo shambler aveva divorato la cagnolina che lei adorava. «Non azzardarti più a invitarmi, Simon.» Se ne andò, accompagnata dal fidanzato del momento e da un coro di risate.

Gli altri ospiti avevano un sacco di domande da porgli.

Da dove venivano i re della sabbia? volevano sapere. «Da Wo e Ombra importatori» rispose, facendo gentilmente cenno verso Jala Wo, che era rimasta silenziosa e in disparte per quasi tutta la sera.

Perché decoravano i loro castelli con la sua effigie? «Perché io sono la fonte di ogni cosa buona. Come del resto tutti voi sapete...» Si udirono delle risatine.

Combatteranno ancora? «Certamente, ma non stasera. Non vi preoccupate, ci saranno altre feste.»

Jad Rakkis, uno xenologo dilettante, cominciò a parlare di altri insetti sociali e delle guerre che combattevano. «Questi re della sabbia sono divertenti, ma nulla più. Dovresti leggere, per esempio, qualcosa sulle formiche-soldato ferrane.»



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