«I re della sabbia non sono insetti» intervenne bruscamente Jala Wo, ma Jad si era già allontanato, e nessuno prestò attenzione alle sue parole. Kress le sorrise, stringendosi nelle spalle.

Malada Blane propose di indire delle scommesse, la prossima volta che si fossero ritrovati per assistere a una guerra, e tutti furono allettati dall’idea. Seguì un’animata discussione su regole e quotazioni. Andò avanti per quasi un’ora. Alla fine gli ospiti iniziarono a congedarsi.

Jala Wo fu l’ultima ad andare via. «Be’, a quanto pare i re della sabbia sono stati un successone» disse Kress, quando rimasero soli.

«Stanno bene» disse Wo. «Sono già più grandi dei miei.»

«Già» fece Kress. «Tranne quelli arancioni.»

«L’ho notato» ammise Wo. «Sembrano anche di meno, e il loro castello pare trascurato.»

«Be’, qualcuno deve pur perdere» commentò Kress. «Gli arancioni sono stati gli ultimi a uscire e ad ambientarsi; ne hanno risentito.»

«Mi scusi, ma le posso chiedere se li nutre a sufficienza?»

Kress si strinse nelle spalle. «Ogni tanto li metto a dieta, per renderli più feroci.»

Lei si accigliò. «È inutile fargli patire la fame. Lasci che combattano quando è il loro momento, per le loro ragioni. È nella loro natura, e assisterà a conflitti straordinariamente astuti e complessi. La lotta costante provocata dalla fame è banale e degradante.»

Simon Kress ripagò l’espressione accigliata di Wo con gli interessi. «Lei è a casa mia, Wo, e qui sono io a stabilire che cosa è degradante. Li ho nutriti come mi ha detto lei, e non combattevano.»

«Deve avere pazienza.»

«No» replicò Kress. «Io, dopo tutto, sono il loro signore e padrone. Perché dovrei dipendere dai loro istinti? Non combattevano abbastanza spesso per i miei gusti. Ho modificato la situazione.»

«Capisco» fece Wo. «Ne parlerò con Ombra.»

«La cosa non riguarda né lei, né lui» scattò Kress.



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