«Allora, non mi resta che augurarle la buonanotte» concluse Wo con rassegnazione. Però, mentre si infilava il cappotto per andare via, gli lanciò un’ultima occhiata di disapprovazione. «Tenga d’occhio le sue facce, Simon Kress» lo mise in guardia.

Quando se ne fu andata, Kress tornò alla vasca e osservò i castelli, perplesso. Le sue facce erano ancora lì, come sempre. Tranne... prese gli occhiali con le lenti d’ingrandimento e se li infilò. Anche così non era facile riuscire a capire. Però gli sembrò che l’espressione delle sculture fosse leggermente cambiata, che il sorriso si fosse modificato, che avesse un che di maligno. Ma era un cambiamento molto sottile, se di cambiamento si poteva parlare. Finì per attribuirlo alla suggestione, e decise di non invitare più Jala Wo ai suoi ricevimenti.


Nei mesi successivi, Kress e una decina di intimi si incontrarono ogni settimana per quelli che lui amava definire “giochi di guerra”. Passata la fascinazione iniziale per i re della sabbia, Kress trascorreva meno tempo vicino alla vasca e di più a curare i suoi affari e la vita sociale, ma gli piaceva ancora che gli amici lo andassero a trovare per una guerra o due. Teneva i combattenti sempre sul filo della fame. Quel regime ebbe pesanti effetti sui re della sabbia arancioni, che diminuirono visibilmente, tanto che Kress si chiese se fosse morta la mandibola. Gli altri invece stavano abbastanza bene.

A volte, quando la notte non riusciva a dormire, si portava una bottiglia di vino in soggiorno, dove l’unica luce era il chiarore rossastro del deserto in miniatura. Beveva e stava lì a guardare da solo, per ore. Di solito c’era in corso una battaglia, da qualche parte, altrimenti la poteva facilmente scatenare facendo cadere qualcosa da mangiare.

Cominciarono a scommettere ogni settimana, come Malada Blane aveva proposto. Kress vinse un bel po’ di quattrini puntando sui bianchi, che erano diventati la colonia più forte e numerosa della vasca, con il castello più grande. Una volta fece scivolare un angolo del coperchio e lasciò cadere del cibo vicino al castello bianco, invece che nel campo di battaglia centrale, così gli altri dovettero attaccare i bianchi nella loro roccaforte per procurarsi il cibo. Ci provarono. I bianchi erano ottimi difensori. Kress vinse un centinaio di standard da Jad Rakkis.



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