
In realtà, Rakkis perdeva quasi ogni settimana. Si vantava di sapere tutto sui re della sabbia e le loro abitudini, affermando di avere cominciato a studiarli dopo la prima festa, ma quando si trattava di scommettere non ci azzeccava mai. Kress sospettava che le vanterie di Jad fossero solo aria fritta. Lui stesso, in un momento di pura curiosità, aveva cercato di informarsi collegandosi con la biblioteca per scoprire da che mondo venivano. Ma i re della sabbia non erano riportati da nessuna parte. Aveva pensato di mettersi in contatto con Wo e chiederlo a lei, ma ebbe altre questioni da sbrigare e gli uscì dalla mente.
Alla fine, dopo un mese in cui le sue perdite erano arrivate a superare i mille standard, Jad Rakkis arrivò ai giochi di guerra con una piccola scatola di plastica sotto il braccio. Dentro c’era una specie di ragno, ricoperto da una sottile peluria dorata.
«Un ragno del deserto» annunciò. «Arriva da Cathaday. L’ho comprato questo pomeriggio da t’Etherane il Venditore di Piccoli Animali. Di solito tolgono la sacca con il veleno, ma questo è integro. Ci stai, Simon? Voglio riprendermi i miei soldi. Scommetto mille standard: ragno del deserto contro re della sabbia.»
Kress studiò il ragno nella sua prigione di plastica. I re della sabbia erano cresciuti — adesso erano diventati il doppio di quelli di Wo, come lei aveva predetto — ma erano ancora piccoli rispetto a quell’essere. In più lui era velenoso, e gli altri no. In compenso però avevano a loro favore il numero. Tra l’altro quelle interminabili guerre ultimamente avevano cominciato a stancarlo. La novità di quello scontro lo allettò. «D’accordo, Jad» dichiarò. «Sei un pazzo. I re della sabbia continueranno ad arrivare fino a quando questa orrenda creatura sarà morta.»
