
Kress non rispose. Aspettava. C’erano movimenti nelle ombre.
A un certo punto, le unità mobili rosse cominciarono a uscire dall’ingresso. Ripresero i loro posti sul castello e cominciarono a riparare i danni provocati dal ragno. Gli altri eserciti si dispersero, ritornando ciascuno al proprio angolo.
«Jad» disse Simon Kress «penso che tu abbia le idee un po’ confuse su chi ha mangiato chi.»
La settimana successiva, Rakkis portò quattro piccoli serpenti argentei. I re della sabbia li fecero fuori senza tanti problemi.
La volta dopo tentò con un grande uccello nero. Mangiò più di trenta unità bianche, e dimenandosi e muovendosi goffamente in pratica distrusse il loro castello. Ma alla fine le ali non lo reggevano più, e i re della sabbia lo attaccarono in forze ovunque atterrasse.
Dopo di che fu la volta degli insetti, scarafaggi dotati di carapace, non troppo dissimili dagli stessi re della sabbia. Ma erano veramente stupidi. Arancioni e neri alleati spezzarono la loro formazione, li divisero e li massacrarono.
Rakkis cominciò a firmare a Kress delle cambiali.
Fu più o meno in quel periodo che Kress incontrò di nuovo Cath m’Lane, una sera che era andato ad Asgard per cenare in uno dei suoi ristoranti preferiti. Si fermò un attimo al suo tavolo e le accennò ai giochi di guerra, invitandola a partecipare. Lei arrossì, poi riprese il controllo e diventò glaciale. «Qualcuno deve fermarti, Simon. Penso proprio che sarò io» disse. Kress alzò le spalle e si gustò l’ottimo pasto, senza più ripensare a quella minaccia.
Fino a quando, una settimana più tardi, una donna piccola e tozza arrivò alla sua porta e gli mostrò il cinturino della polizia. «È stata sporta una denuncia» disse. «Lei ha in casa una vasca piena di insetti pericolosi, signor Kress?»
