«Come posso aiutarla?»

Sembrava sorta dalla nebbia. Alta, pallida ed emaciata, indossava una larga tuta da paracadutista grigia e uno strano cappellino portato all’indietro.

«Lei è Wo oppure Ombra?» chiese Kress. «O soltanto una commessa?»

«Jala Wo, per servirla» rispose lei. «Ombra non tratta con i clienti. Non ci sono commesse.»

«Avete una bella attività» esclamò Kress. «Strano che non abbia mai sentito parlare di voi.»

«Abbiamo appena aperto questo negozio su Baldur» rispose la donna. «Però abbiamo numerose succursali in altri mondi. Che cosa le interessa? Forse oggetti artistici? Lei ha l’aria di un collezionista. Abbiamo belle sculture in cristallo di Nor T’alush.»

«No, ho già tutte le sculture di cristallo che desidero» rispose Kress. «Sto cercando un animale domestico.»

«Una formadivita?»

«Sì.»

«Aliena?»

«Ovviamente.»

«Abbiamo disponibile un imitatore. Proviene dal Mondo di Celia. Un piccolo scimmioide, intelligente. Oltre a imparare a parlare, saprà imitare la sua voce, le sue inflessioni, i gesti, perfino le espressioni del viso.»

«Carino» disse Kress «e comune. Due cose che non mi interessano, Wo. Voglio qualcosa di esotico, di insolito, e di non carino. Odio gli animali carini. Attualmente ho uno shambler, importato da Cotho con una spesa non trascurabile. Ogni tanto gli do da mangiare una nidiata di gattini randagi. Ecco qual è il mio concetto di carino. Mi sono spiegato?»

Wo fece un sorriso enigmatico. «Ha mai avuto un animale che la adorasse?»



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