
Greg stava sistemando sulla scrivania le bottigliette di sciroppo contro la tosse e le pillole contro il raffreddore. Mi porse una boccetta di Valium. «La Federazione Internazionale dei Fiorai?» domandò.
«Ofelia annega mentre sta cogliendo dei fiori,» dissi. «Com’è il tempo fuori’?»
«Sembra estate,» rispose lui. «Delilah si sta abbronzando con uno specchietto di alluminio.»
«Asina.»
«Prego?»
«L’As.In.A. Associazione Internazionale per l’Abbronzatura, si oppone alla frase “Sono stato troppo al sole”,» spiegò la signora Harrows e bevve una sorsata di sciroppo per la tosse.
Eravamo appena a metà del lavoro quando terminò l’orario scolastico. La Federazione delle Monache avversava la frase “Vattene in convento”, Grassa e Orgogliosa di Esserlo richiedeva l’eliminazione del passaggio che cominciava con “Oh, che questa carne troppo solida debba sciogliersi”, e non eravamo nemmeno arrivate alla lista di Delilah, lunga otto pagine.
«Quale opera studieremo?» mi chiese Wendy mentre uscivo.
«Amleto,» risposi.
«Amleto?» ripeté lei. «Dove c’è quel tizio il cui zio uccide il re e poi la regina sposa lo zio?»
«Non più,» dissi.
Delilah mi stava aspettando all’esterno. «“Molti di loro portarono i loro libri e li bruciarono”,» citò. «Atti 19:19.»
«“Non guardare a me perché sono nero, che il sole ha già guardato a me”,» replicai.
Era mercoledì. Il cielo era coperto ma era ancora caldo. I Veterani per un’America Pulita e le Sentinelle della Seduzione Subliminale facevano un picnic sul prato. Delilah indossava un prendisole. «Quella frase che mi ha detto ieri sul sole che fa diventare nera la gente, da dove era tratta?»
