
«Dalla Bibbia,» risposi. «Canto di Salomone, capitolo primo, versetto sei.»
«Oh,» disse lei, sollevata. «Non è più nella Bibbia. L’abbiamo espurgato.»
La signora Harrows aveva lasciato un appunto per me. Era andata dal dottore. Mi aveva fissato un incontro alla terza ora.
«Cominciamo oggi?» chiese Wendy.
«Se tutti si ricordano di restituire i figli. Vorrei parlare della vita di Shakespeare,» dissi. «Non sai quali siano le previsioni per oggi, vero?»
«Sì, pare che sarà tempo splendido.»
Le feci raccogliere i fogli di rifiuto mentre consultavo i miei appunti. L’anno prima la sorella di Delilah, Jezebel, aveva avanzato un reclamo nel bel mezzo di una lezione per “aver tentato di sostenere la promiscuità, il controllo delle nascite e l’aborto affermando che Anne Hathaway era rimasta incinta prima del matrimonio”. “Promiscuità”, “aborto”, “incinta” e “matrimonio” contenevano tutte errori di ortografia.
Tutti si erano ricordati di riportare i fogli. Feci recapitare in biblioteca i rifiuti e cominciai la lezione.
«Shakespeare…» dissi. Il registratore di Paula si accese. «Shakespeare nacque il 23 aprile 1564 a Stratford-on-Avon.»
Rick, che per tutto l’anno non aveva mai alzato la mano o almeno dato segno di essere presente, alzò la mano. «Intende concedere lo stesso tempo alla teoria baconiana?» domandò. «Bacon non nacque il 23 aprile 1564. Nacque il 22 gennaio 1561.»
La signora Harrows non fu di ritorno dal dottore prima della terza ora, perciò cominciai a scorrere la lista di Delilah. Contestava quarantatré riferimenti a fantasmi, spiriti e argomenti connessi, ventuno parole oscene (“osceno” era scritto in modo sbagliato) e altre settantotto che presumeva oscene, come “pappagallo” e “grinze”.
La signora Harrows arrivò mentre stavo completando la lista e gettò la borsetta sulla scrivania. «È causa dello stress,» disse. «Ho la polmonite, e il dottore sostiene che è dovuta a stress!»
