
«È ancora nuvoloso?»
«Ventidue gradi. Dove siamo arrivate?»
«Associazione Nazionale degli Impresari di Pompe Funebri.» dissi. «Ancora. “La morte presentata come universale e inevitabile”.» Studiai il foglio. «Non mi sembra giusto.»
La signora Harrows prese il foglio. «Questa è la protesta sul “Thanatopsis”. Hanno avuto la loro convenzione nazionale la scorsa settimana. Hanno presentato un mucchio di reclami, e non ho avuto ancora il tempo di ordinarli.» Frugò nel suo mucchio di carte. «Ecco quello su Amleto. “Ritratto negativo del personale addetto alla sepoltura…”»
«Il becchino.»
«“…e rappresentazione inaccurata delle procedure funebri. Nella scena non appare né una bara sigillata ermeticamente né una tomba”.»
Lavorammo fino alle cinque del pomeriggio. La Società per il Progresso della Filosofia riteneva il verso “Ci sono più cose in terra e in cielo, Orazio, di quante ne possa sognare la tua filosofia” un insulto alla loro professione. La Corporazione degli Attori contestava il fatto che Amleto avesse assunto dei commedianti non iscritti a qualche sindacato, e la Lega per la Difesa dei Tendaggi non approvava che Polonio fosse stato ucciso mentre era nascosto dietro una tenda. “La chiara implicazione della scena è che le tende sono pericolose”, avevano scritto nell’esposto. “Non sono le tende che uccidono gli uomini. Sono gli uomini che uccidono gli uomini”.
La signora Harrows posò il foglio sopra la pila e bevve una sorsata di sciroppo. «È fatta. C’è dell’altro?»
«Credo di sì,» dissi, premendo il tasto “ricompatta” e controllando Io schermo. «Sì, un paio di cose. Che gliene pare di “C’è un salice che si protende attraverso il ruscello e specchia le sue foglie incanutite nella vitrea corrente”?»
«“Incanutite” non la farebbe mai franca,» disse la signora Harrows.
Giovedì arrivai a scuola alle sette e mezza per stampare trenta copie dell’Amleto per la mia classe. Il tempo si era fatto più freddo e più nuvoloso. Delilah indossava un parka e dei mezzi guanti. Il suo viso era di un rosso acceso, e il naso si stava già spellando.
