
Carr riportò lo sguardo sulla ragazza spaventata. Continuava a rinserrarsi i gomiti tra le mani, ma adesso si era protesa in avanti e stava studiando il suo viso, come se ogni cosa al mondo fosse dipesa da ciò che vi vedeva.
— Voi siete uno di loro?
Carr la fissò perplesso, corrugando la fronte. — Uno di loro, chi?
— Non lo siete? — ripeté lei sempre con gli occhi puntati sul suo viso.
— Non capisco — fece lui.
— Voi non sapete quello che siete? — gli chiese la ragazza con improvvisa veemenza. — Non sapete se siete o no uno di loro?
— Non so di che cosa stiate parlando — le garantì lui. — E non ho la più pallida idea di che cosa intendiate dire con “loro”.
Lentamente le mani della ragazza si allentarono dalla stretta sui gomiti e le scivolarono in grembo. — No — disse — immagino che non lo siate. Voi non avete quella loro espressione indecente. Ma d’altronde… — Le sue labbra si contrassero — …dev’essere stato un segno del destino che sia venuta qui, in questo preciso momento. E che abbia detto proprio queste parole. Oh, che scherzo pazzesco, pazzesco! — Tremava di nuovo. — O altrimenti voi siete veramente… — Nei suoi occhi si affacciò una domanda importante anche se del tutto incomprensibile.
— Sentite — disse Carr in tono gentile — farete meglio a spiegarmi le cose sin dall’inizio. Per…
— Per favore non adesso — lo implorò la ragazza con voce malferma.
D’un tratto Carr si rese conto che il suo tremito era quello dell’isterismo represso e che la ragazza chiedeva un po’ di tempo per riprendere il controllo di sé.
Carr deviò lo sguardo altrove cercando di analizzare le proprie reazioni. Avrebbe avuto ogni diritto di classificare quella ragazza come appartenente a quella frangia di strambi e balordi inimpiegabili che ingombrano tutti gli uffici di collocamento. Era probabile che la sua domanda, se ne aveva riempita una, fosse stata trattenuta perché la signorina Zabel o qualcuna delle altre ragazze vi aveva notato questa o quella stravaganza. Lui avrebbe dovuto escogitare un modo indolore per porre termine al colloquio e accomiatarsi da lei.
